

La Boxe del Grande Supremo
L’arte che custodisce il principio supremo del vuoto e del pieno.
太 = Tài = molto, grande, immenso, estremamente, punto massimo, tetto estremo
极 = jí = estremo, massimo punto, culmine del tetto,
木 = mù = albero
及 = Jí = ricco, arrivare fino a …., le due parti del tetto che arrivano a toccarsi sono JI
Il Taiji è l’arte suprema, quella che gestisce al meglio i vari tipi di forza a tal punto da permettere al piccolo di sconfiggere il grande, al leggero di controllare il pesante….
Il movimento sincronizzato a una respirazione lenta e armonica infonderanno salute ed energia a tutto il corpo. Quella stessa energia, ad altri livelli, potrebbe essere il valore aggiunto nella potenza di un colpo!
Il primo dovere del Taiji è XU LING DING JIN, il falso e il vuoto efficaci contro la forza! Vi invito a riflettere su questo principio! E’ la chiave di tutto il Taiji, ma oserei dire, di tutto il kung fu.
Nei livelli più avanzati si passa allo studio dello stile Chen, che è lo stile più antico, e anche quello più marziale, dove viene allenato il principio FA JIN (esplosione di forza), che aiuta il praticante a passare dal movimento lento e fluido alla massima espressione di potenza; è come una molla che si carica lentamente fino alla massima estensione e poi all’improvviso esplode verso l’esterno.
Parte fondamentale del nostro programma e la pratica del Qi Gong (lavorare con l’energia)! Lo stesso Taiji può essere considerato Qi Gong. Il Qi Gong ha una tradizione millenaria, in Cina ci sono ospedali che curano molte malattie con queste pratiche. Si contano più di 40.000 scuole di Qi Gong. Una corretta pratica di Qi Gong può portare a migliorare il controllo delle nostre emozioni, che è il fulcro di tutta la nostra esistenza! L’unico particolare importante è che, come nel caso dell’addestramento fisico, se volete ottenere delle abilità psico-energetiche dovete eseguirlo con costanza per anni!
È richiesto un costante atteggiamento mentale: la presenza a sè stessi. D’altro canto, se manca la presenza, il continuo spostarsi, il cambiare posizione, il ripetere certi passaggi identici, fanno si che ci si perda e non si possa procedere.
La concentrazione costante e il ritmo di lavoro, fanno abbassare il ritmo dell’attività elettrica del cervello, scendendo dalle onde “Beta”, che caratterrizano la nostra attività di relazione con l’ambiente che ci circonda, alle onde “Alfa”, le quali indicano che la nostra attenzione è rivolta all’interno di noi stessi. Le onde Alfa sono la prima condizione quantificabile del cervello ad apparire, quando si entra in una dimensione di “Meditazione”. Tutto il TJQ viene eseguito in stato di meditazione: dal più leggero livello, appunto di onde Alfa, a livelli più profondi.
Spostare la coscienza dall’esterno all’interno di se, non significa diventare inconsci di ciò che ci circonda, dimenticando chi si è, dove si è, e cosa si fa: è esattamente il contrario. Significa spostare l’attenzione dall’esterno all’interno e, così facendo, ampliare il raggio d’azione della coscienza, la quale, quindi, si trova ad includere sia il difuori che il didentro. Esso può essere praticato come efficace Arte Marziale, in velocità e destrezza o come disciplina e ricerca interiore; e, comunque, l’una non esclude l’altra.



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